1969-1987

Tutto ebbe inizio con la carriera di rider

Iniziai la mia carriera come sciatore
agonista da molto giovane e intorno al 1985 facevo parte della squadra alpi centrali, la presquadra nazionale; i risultati erano discreti ma non tali da poter entrare di diritto a gareggiare in ambito internazionale.

Ci furono delle incomprensioni con gli allenatori del comitato e decisi a malincuore di abbandonare l’ambiente delle gare.

Ma la mia passione per la montagna e per le gare non sarebbero svanite così facilmente.

Conclusa la stagione ed arrivata l’estate trovai un lavoro allo Stelvio all’hotel Perego, e attraverso riviste e video venni a conoscenza dello snowboarding e volli provarlo subito, ma in quegli anni era dura trovare un maestro di snowboard.

1987

Il tutto iniziò con una tavola Burton Elite

Nel 1987 incontrai Antonio Benedini, fondatore della scuola FUNKY SNOWBOARD, all’hotel Perego dove io lavoravo e fu proprio lui ad insegnarmi le basi dello snowboarding.

Il tutto iniziò con una tavola Burton ELITE prestatami da Mauro Compagnoni, diventato poi nostro guru nel team “bormino“ e giudice internazionale. Avevo solo diciassette anni ed all’inizio della stagione invernale iniziai ad allenarmi per fare gare, ma diventare rider non era nei miei piani, almeno non in così poco tempo!

Il Grundig Challenge a San Candido, un contest tra snowboard e swimbo, fu il primo grande evento a cui presi parte ufficialmente come rider del team Funky. Essendo la mia prima gara partii come ultimo con il numero 140, numero che si trasformò poi nel mio numero fortunato, dato che arrivai 4°..non ci poteva credere nessuno, nemmeno io!!!

1988

La mia prima stagione di gare non andò per niente male

La mia prima stagione di gare non andò per niente male e conclusa la Coppa Italia decidemmo di andare in America a partecipare ai Master Championships a Breckerigde, ma eravamo negli anni ‘90, nessuno sapeva bene l’inglese e nessuno di noi era un vero atleta professionista di snowboard, ma fu un’esperienza straordinaria.

Il viaggio si trasformò presto in avventura, un viaggio che non scorderò per tutta la vita: più che le gare ricordo le feste, dove alla mattina ci si ritrovava a dormire chissà dove e per mangiare qualcosa toccava scroccarlo a qualcuno.

E poi arrivò Burton…

Nel 1988 fui invitato ad un contest a Stubai, dove vincere significava entrare a far parte del primo team europeo di Burton. E vinsi.

1989

Una stagione ricca di podi

L’inverno del 1989 fu una stagione ricca di podi:

  • 1° posto in Coppa Italia di slalom;

  • 1° posto assoluto;

  • 2° posto nel super-G durante i Campionati italiani;

  • 1° posto in Super G agli European Open;

Agli European Open incontrai Andrea Sorbara e Vanni Risatti, i proprietari di Sport Factory, il distributore italiano per Burton. Infatti, Burton cambiò proprio quell’anno distributore da Central Marine a Sport Factory e io divenni così ufficialmente un rider Burton sponsorizzato sia dal distributore locale che dall’HQ in America.

A quel punto ero parte del Pro team di Burton.

1990

L’apice della mia carriera da rider

Il 1990 è stato l’apice della mia carriera professionale:

  • 1° posto agli US Open, slalom;

  • 2° posto al Campionato del Mondo, overall;

  • 1° posto al Campionato del Mondo, super G;

  • 2° posto al Master di Saint Moritz, slalom;

Ma tra tutti i podi e i prize money, il riconoscimento maggiore arrivò per essere stato il primo rider Burton nella storia a vincere nella disciplina alpine.

Le vittorie mi portarono popolarità e sponsor, ma non persi troppo tempo a spendere i miei prize money perchè vedevo già che la mia carriera avrebbe avuto presto fine, e così decisi di investire una buona parte delle mie vincite in quello che poi sarebbe stato il mio futuro: il marketing.

1991

Vinsi ancora sia in Europa che in America

Nel 1991 vinsi ancora sia in Europa che in America:

  • 2° posto agli US Open;

  • 1° posto ai Campionati Italiani;

Nello stesso anno Burton mi chiese di partecipare a degli shooting per il catalogo.

1992

Incominciai a focalizzarmi su nuovi progetti

Una volta tornato dagli Stati Uniti mi accorsi subito che il team europeo era cambiato e molti rider più giovani di me stavano prendendone parte.

C’erano anche 2 diversi tour in quel periodo, FIS e ISF e le cose cominciavano a complicarsi… Capii che non potevo essere un rider per sempre, così incominciai a focalizzarmi su nuovi progetti come allenatore ed organizzatore di camp.

1993

Cominciai il secondo capitolo della mia vita

La stagione 1993 fu la stagione conlcusiva della mia carriera (da rider oltretutto stavo diventando troppo “vecchio” per competere), ma fu comunque una stagione memorabile e arrivai primo alla World Challenge Cup a Pila.

A settembre cominciai il secondo capitolo della mia vita lavorando come responsabile marketing Burton per l’Italia presso Sport Factory.

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